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April 28 Il giorno in cui Bush perderà il sonnoAllora sapremo che il presidente americano è tornato a essere un uomo. Ma le conseguenze della guerra in Iraq rimarranno a lungo
Quattro anni dopo l'ingresso delle truppe americane a Baghdad e la caduta di Saddam, l'Iraq continua a immolare dalle 50 alle 100 persone al giorno. Nel momento in cui scrivo, sono certo che alcuni suoi cittadini stanno per morire in seguito a un'esplosione in un mercato o lungo una strada affollata. E sono altrettanto sicuro che l'uomo in abito grigio che sta uscendo da casa incrocerà un proiettile entro la fine della giornata.
Mentre leggete questo articolo, sappiate che fra il momento in cui l'ho scritto e il giorno in cui è stato pubblicato, sono state uccise almeno 300 persone. E domani ci saranno altre vittime, specialmente donne e bambini. Quanto ai feriti, avete notato che nessuno ne parla più sui giornali? E che non fanno notizia neppure se perdono in seguito la vita? Perché parlarne, del resto, visto che si tratta soltanto di iracheni, di arabi, di musulmani? In compenso, tutta la stampa mondiale riporta, caso per caso, il numero di vittime americane. In questo preciso istante, martedì 10 aprile, apprendo che quattro soldati statunitensi sono stati uccisi. Sappiamo tutti che all'inizio di quest'anno si è oltrepassata la soglia dei 3 mila morti fra i loro ranghi. Ma com'è noto, ci sono morti più interessanti, importanti e simpatici degli altri. È fondamentale far conoscere che la potenza più grande del mondo ha perso 3 mila giovani in questa guerra contro un popolo che non le ha fatto niente. Né si può addurre l'attenuante che tutto questo sia servito a smantellare le organizzazioni terroriste, a dar la caccia a Bin Laden e a catturare i suoi seguaci, visto che sono morti in seguito ad attacchi di iracheni che non li volevano nel loro paese. Si tratta dunque di una situazione assurda quanto 'il deserto dei tartari', voluta da un presidente eletto con scarsi consensi, che voleva dimostrare che l'America è sempre potente. Così, ogni giorno, ha il suo numero di vittime, con cifre che variano di poco. È matematico. Soldati, resistenti, cittadini che non partecipano a questa guerra, muoiono ogni giorno. E dopo 1.468 giorni di occupazione americana, il numero complessivo di morti supera i 100 mila. Oggi, nessuno sa come uscire da questo pantano né soprattutto come riportare la pace in questo paese. Tutte le affermazioni dell'entourage di Bush si sono rivelate menzogne ed errori. L'esportazione della democrazia non è stata come bere un bicchier d'acqua. Il terrorismo internazionale ha trovato in questo paese una base operativa e un laboratorio sperimentale insperati. Al Qaeda agisce con arroganza in Iraq, seminando morte un po' ovunque. Una guerra civile fra sunniti e sciiti è incominciata. Saddam Hussein è stato giustiziato prima che fossero terminati tutti i procedimenti giudiziari a suo carico. Il paese è stato distrutto. La sua economia versa in condizioni catastrofiche. Il bilancio di questi quattro anni è negativo sotto ogni profilo. Non c'è nessun dato confortante. Ma il popolo americano si è risvegliato, rifiutando questa guerra. Gli Stati Uniti vengono biasimati e le grandi manifestazioni sciite a Najaf, l'8 aprile scorso, hanno attribuito loro la responsabilità di tutti questi misfatti. E in quello stesso giorno, un'autobomba è esplosa a Mahmoiudiya, a sud di Baghdad, facendo 18 morti. Ed ecco che si parla della conferenza di Sharm el Sheikh in Egitto, in programma il 3 e 4 maggio prossimi. Un'altra riunione in cui si cercherà di stanare il soldato Bush dalla giungla del crimine. Si dovrà porgergli la mano, indicargli qualche via d'uscita. Come lasciare infatti l'Iraq, senza perdere la faccia? Ma al suo popolo, esposto ogni giorno alle bombe, importa ben poco di questo. Pretende soltanto, senza che nessuno lo ascolti, di vivere, in modo indipendente, senza terrorismo né guerra civile, alimentata, com'è noto, da vicini benevolenti! Il giorno in cui Bush perderà completamente il sonno, sapremo allora che è tornato a essere un uomo, ovvero una persona dotata di una coscienza. Le conseguenze negative della sua politica in Iraq continueranno, rimarranno a lungo un incubo per questo paese dove più del 60 per cento degli abitanti la rigettano. Ma la terra continuerà a girare come se il destino dell'uomo fosse scandito dalla guerra, dall'ingiustizia e dal disprezzo dei diritti umanitari più elementari. di Tahar Ben Jelloun
traduzione di Mario Baccianini April 25 25 Aprile: Festa di LiberazioneLa Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c'è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline. Tu non sai le colline Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione. Lo avrai
April 23 Mötley Crüe - If I Die Tomorrow I wake up to find myself After all these years And where all the time has gone Still seems so unclear 'Cause there's no one else Since I found you I know it's been so hard You should know If I die tomorrow As the minutes fade away I can't remember Have I said all I can say? You're my everything You make me feel so alive If I die tomorrow It brings out the worst in me When you're not around I miss the sound of your voice The silence seems so loud 'Cause there's no one else Since I found you I know it's been so hard You should know If I die tomorrow As the minutes fade away I can't remember Have I said all I can say? You're my everything You make me feel so alive If I die tomorrow I spent all my life Looking for our innocence I've got nothing to lose One thing to prove I won't make the same mistakes Now I know That everything will be ok When I die tomorrow If I die tomorrow As the minutes fade away I can't remember Have I said all I can say? You're my everything You make me feel so alive If I die tomorrow You make me feel so alive If I die tomorrow If I die tomorrow April 19 NoFX - Franco UnamericanI never thought about the universe, April 18 PalestinaQualche giorno fà sono capitato su questo sito: http://www.evangelici.net/speciale/mediooriente/palestina.html.
E' una pagina del sito evangelici.net sul tema della Palestina.
Leggendola, sono rimasto disgustato, schifato, inorridito e chi più ne abbia più ne metta.
Vi sono frase del tipo:
"Non esiste affatto una nazione araba palestinese"
"gli arabi lo assunsero come il loro antico nome della loro presunta nazione, sebbene non fossero in grado neanche di pronunciarlo correttamente e lo trasformarono in Falastin, un'entitá inventata."
"La Palestina siede con sacchi su ceneri, desolata e brutta..."
"nel 1948 la Trans-Giordania si accaparrò molta terra di Giudea e Samaria (che chiamavano West Bank, cioè la riva d'Ovest), la parte Est di Gerusalemme e la Città Vecchia. Essi uccisero o scacciarono via tutti gli ebrei."
"Per la propaganda, suonava meglio parlare di liberazione di Falastin piuttosto che la distruzione di Israele."
Non sò cosa ne pensiate, ma io sono rimasto veramente di stucco.
Come sarebbe a dire che non esiste una popolazione palestinese?
Quale presunta nazione?
726000 profughi palestinesi credo non abbiano la stessa opinione.
E, guarda un pò, una organizzazione come le Nazioni Unite non ha la stessa opinione.
La Palestina, è stata, è e sempre sarà la nazione di quelli che, in un territorio "con sacchi su ceneri, desolato e brutto..." ci sono nati, c'hanno vissuto, hanno creato una famiglia...
Il popolo palestinese esiste, non è un mucchio di arabi che hanno come solo scopo di vita la distruzione di Israele!
E' un popolo che, dopo secoli di pacifica co-abitazione con ebrei e cristiani, si sono visti cacciati dalle loro case, dai loro campi, dalla loro terra.
Si ritrovano oggi senza una nazione, od in uno Stato che non è il loro, costretti ad immigrare nei 7 continenti.
Eppure non sarebbe dovuto essere così.
Quando nel 1948 si decise per la costituzione di uno stato ebraico, l'ONU (ris. 181), si era prevista la spartizione del territorio compreso tra il Sinai ed il Giordano in 3 parti: uno Stato a maggioranza araba (99%), uno a maggioranza ebraica (55%) ed un territorio (Gerusalemme) in cui la popolazione era equamente divisa, che sarebbe stato amministrato dall'ONU stesso.
Ciononostante, di questi 3 Stati, uno solo prese vita.
Israele, autoproclamatosi Stato indipendente, occupò la totalità dei territori (che pure non gli erano sufficienti, si vedano i tentativi di creare la "Grande Israele", uno Stato che comprendesse anche il Sinai e le terre oltre il Giordano, fino al Tigri e l'Eufrate -questo è il significato della bandiera di Israele, con le strisce azzurre simboleggianti il Canale di Suez ed il Tigri), costringendo la popolazione araba residente alla fuga, arrogandosi il diritto su tutte le fonti d'acqua e creando delle colonie armate in quei luoghi che sarebbero dovuti essere lo Stato di Palestina.
Beh, a mio parere, il popolo palestinese esiste e non è formato da fantasmi.
Esiste ed esisterà.
Finchè qualche altro generale dell'esercito israeliano non deciderà di mettere la parola FINE sulle loro vite, come tentato nel 1982 a Sabra e Shatila.
O, forse, finchè non diventeranno un libero popolo in un libero Stato.
Due popoli, due nazioni.
Palestina libera.
April 02 Fosco Maraini - Il Lonfo (Interpretato da Gigi Proietti)l lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco, e gnagio s'archipatta. È frusco il lonfo! È pieno di lupigna arrafferìa malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa lègica busìa, fa gisbuto; e quasi quasi, in segno di sberdazzi gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto t'alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi. |
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