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July 31 Today's ReportSono tornato dall'Algeria!!! Devo dire che sono tantissimo dispiaciuto, perchè mi sono divertito tantissimo e già mi mancano i miei compagni di viaggio... Inoltre come fare a meno dei personaggi che hanno caratterizzato la mia permanenza: l'uomo lama, l'uomo dromedario, l'uomo talpa, dracula, boogey man, l'uomo giovane, l'uomo brutto, il monociglio, il senzacollo... Personaggi assurdi che solo in Algeria si potevano incontrare uomini tanto brutti! Poi quando riceverò le foto degli altri le posterò sul blog insieme alle mie (che spero d caricare domani...) Un saluto a tutti, in particolare ai miei compagni di sventure in terra algerina! Alla prossima!!! July 25 Today´s ReportSono in Algeria!!!
Dopo metà del mio viaggio nel paese mediterraneo posso dire di averle passata di tutti i colori!!!
Alla partenza abbiamo scoperto che il nostro volo era stato sovravenduto ed abbiamo dovuto rimandare ed allungare il viaggio facendo scalo per Milano, successivamente mi hanno inguattato il cell
(la peggiorez tragedia di tutto questo) ed infine mi sono slogato una caviglia!!! Apparte questo mi sto divertendo una cifra (sto dormendo 3 ore a notte al massimo ma và bene così...) Domenica torno e prometto di postare tutte le mie foto. Nel frattempo non mandatami messaggi sul cell perchè sarebbe uno spreco di soldi (ato che non potrei leggerli... chissà chi li leggerebbe...) e se dovete dirmi quelcosa lasciatemi un commento sul blog o mandatami una mail. A proposito... paolo, marco e matteo, se leggete questo messaggilo madatami via mail i vostri indirizzi di casa
Alla prossima!!!
July 14 Today's ReportDomani parto!!! Finalmente anch'io chiudo per ferie, partirò per l'Algeria per 15 giorni! Al ritorno, prometto di pubblicare sul blog tutte le foto e i miei commenti. Nel frattempo, a meno che io non riesca a connettermi nelle prossime due settimane, magari dall'albergo... BUONE VACANZE A TUTTI!!! Kiss - Beth
Beth I hear you calling But I can't come home right now Me and the boys are playing And we just can't find the sound Just a few more hours And I'll be right home to you I think I hear them calling Oh Beth what can I do Beth what can I do You say you feel so empty That our house just ain't our home I'm always somewhere else And you're always there alone Just a few more hours And I'll be right home to you I think I hear them calling Oh Beth what can I do Beth what can I do Beth I know you're lonely And I hope you'll be alright 'Cause me and the boys will be playing all night July 10 Today's ReportEsami: Finale
Ecco il risultato finale dei miei esami: 100!!! Oggi sono andato a vedere i quadri e cosa mi ritrovo: questo voto! Incredibile, magnifico! Dopo la vittoria della nazionale, ecco il coronamento perfetto per la settimana. Dopo aver visto i quadri, colazione allo Zio d'America, puntatina in centro e pranzo al mitico Hard Rock Cafè in Via Veneto. Deliziose costolette di maiale e una caipirinha, in una giornata ho buttato una quarantina d'euro, ma era assolutamente necessario. Ora sono distrutto ma bisogna gridare ancora una volta: ITALIA CAMPIONE!!! 4 VOLTE SUL TETTO DEL MONDO 1934, 1938, 1982, 2006!!! IL CIELO E' AZZURRO SOPRA BERLINO Italia campione del Mondo!!!Una notte che fa la Storia Emozioni infinite nei 120' più rigori di Berlino. Una lunga sofferenza che esplode in un urlo liberatorio. Il rigore di Grosso apre le danze per una festa che ci ripaga dei 24 lunghi anni di attesa
Campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo!
Quattro volte, come i 4 titoli che abbiamo conquistato, come le quattro stelle che adesso potremo mettere sulla maglia azzurra. Non è stato facile, ma faticoso, impegnativo, sofferto. Ma proprio per questo adesso ce lo godiamo ancora di più. E rivediamo come in un film le immagini degli ultimi 120’ di gioco più i rigori: dal penalty a freddo di Zidane al gol del pareggio di Materazzi, dal gol annullato a Toni al brutto gesto di Zidane, ai rigori finali, con l’errore di Trezeguet e il gol decisivo di Grosso sopra a tutto.
E finalmente è giunto anche il giorno della rivincita. Finalmente ad alzare la coppa ci sono i Fratelli d’Italia e a guardare basso, a chiedersi “perché?”, sono i Figli della patria. Finalmente sorridono gli Azzurri e masticano amaro i Bleus. Finalmente si sono rovesciati i ruoli in un copione che negli ultimi anni aveva dato luogo a una messa in scena ripetitiva e, per noi, particolarmente dolorosa. Tutto spazzato via grazie alla magica, interminabile notte di Berlino.
Spazzata via l’eliminazione agli ottavi del Mondiale messicano nel 1986, spazzato via il quarto perso ai rigori in Francia nel 98’; spazzato via, soprattutto, l’incubo di Rotterdam, la finale dell’Europeo del 2000, nostra fino al 94’, pareggiata da Wiltord e persa per via del golden gol di Trezeguet. Un fantasma che Domenech ha artatamente evocato schierando nel finale proprio i due castigatori dell’Italia di Dino Zoff, ma gli ha detto male: Trezeguet ci ha restituito (con 6 anni di interessi) quanto ci aveva tolto all’Europeo. Bene così! Una vittoria come quella di questa sera cancella tutto e definitivamente.
Raramente la Storia ci tocca in maniera così nitida, riconoscibile come in queste occasioni. Oggi ciascuno di noi ha fatto la storia, la sua storia e, insieme a tutti gli altri, la Storia con la “s” maiuscola. Conserveremo nella nostra memoria le immagini e le emozioni di questa nottata e le racconteremo finché avremo fiato per farlo. E’ una fortuna e sarà un orgoglio poter dire che c’eravamo, che abbiamo visto e, anzi, abbiamo partecipato a questa grande festa collettiva, raro momento unificante per un Paese che ha contrapposizioni e spaccature nel suo Dna.
Per tutto ciò dobbiamo essere grati ai 23 campioni del mondo. A tutti e 23, nessuno escluso e nessuno in particolare perché ci hanno dimostrato con i fatti che una grande ovvietà che ci siamo spesso sentiti ripetere, “a vincere è il gruppo”, talvolta può diventare una non ovvia realtà. Un nome però va fatto ed è quello di Marcello Lippi, artefice di questo piccolo miracolo, testone e caparbio nel credere in questo gruppo, ostinato nelle sue scelte anche quando tutto il mondo gli chiedeva altro, bravo a preparare le partite, bravissimo a leggerle (si può dire che non abbia sbagliato una sostituzione), furbo nel trattare con il “mondo esterno”, preparato e competente. Doti non comuni che fanno di lui un vincente e che gli porteranno ancora fortuna e onori, anche se a oggi non è dato sapere dove. Doti che soprattutto ci mancheranno molto e delle quali dovrà mostrare possesso chi sarà chiamato a raccogliere una così onerosa eredità se vorrà tentare di aprire un ciclo vincente con questa squadra, anzi, con questo gruppo.
Le pagelle
BUFFON 10 - Plastico, monumentale, reattivo, ipnotizzatore, demotivatore. Lo schermo protettivo della Nazionale; l'incubo degli avversari. Il portiere azzurro, decisivo come un bomber, esce dal Mondiale più alto di venti centimetri. E' stato uno dei pilastri lungo il cammino azzurro; la deviazione oltre la traversa su Zidane nella finale è il sigillo sulla sua mostruosità. Ha ragione quando afferma: "Non sono mai stato così bene nella mia carriera".
ZAMBROTTA 9 - E' riuscito a recuperare dall'infortunio e rientrare velocemente in forma, trasformandosi in uno dei pistoni più potenti del motore azzurro, segnando un gran gol e giocando anima e cuore al servizio della squadra. Nel suo ruolo, come Buffon, non ha eguali. Per lui una finale di sacrificio. Fiume in piena.
CANNAVARO 10 - Mister "100 presenze" è riassumibile così: unico, irriverente, implacabile. Ha comandato la difesa sempre con il sorriso sulle labbra, anche quando il gioco si è fatto duro e difficile contro la Francia. In assoluto il migliore del Mondiale; da Pallone d'Oro e oltre. Ma è un difensore, un operaio con il frac. Come per Paolo Maldini resterà un sogno.
MATERAZZI 9 - Il brutto anatroccolo è diventato un cigno. L'uomo che solo a pronunciarne il nome già lasciava prevedere disastri, ha preso in mano il ruolo di Nesta e lo ha protetto come un tesoro. In gol contro al Repubblica Ceca, ha dovuto sopportare negli ottavi l'onta di un cartellino rosso immeritato, ma ha saputo tornare alla ribalta aggiungendo mattoni alla difesa. Per poi raggiungere il top con il gol alla Francia, nonostante il contraccolpo psicologico per il fallo da rigore su Malouda.
NESTA 7 - E' il voto minimo, perché fino a quando ha retto ha formato con Cannavaro la linea Maginot. Ma al milanista va il voto più alto della sfortuna: dopo il Mondiale 2002, ha dovuto chiudere in anticipo anche nel torneo tedesco.
GROSSO 10 - Bastano tre momenti per raccontare l'avventura di Fabio Grosso in Germania: la sgroppata finale che è valsa il rigore trasformato da Totti, quando tutto sembrava finito contro l'Australia negli ottavi, il capolavoro contro la Germania e l'ultimo decisivo rigore nella finale: freddezza e precisione. E' il trionfo dell'umiltà.
CAMORANESI 7 - L'infaticabile stantuffo della fascia destra ha vissuto alti e bassi, perdendo la sua scioltezza innata. Ma nel filtro del centrocampo è stato il partner ideale; quello che non si tira mai indietro, fino all'ultima goccia di benzina.
PIRLO 10 - Da regista del Milan e regista della Nazionale. Il perfezionista ha sbalordito chi aspettava Ronaldinho e Ballack. Illuminante trascinatore. L'uomo che ha aperto il Mondiale con un gran gol al Ghana, che ha perso il ritmo ritrovandolo subito, e fatto piangere la Germania con lo splendido assist per Grosso. Come a Dortmund è stato l'uomo della partita secondo la Fifa. E' la solita musica: unico al mondo nel suo ruolo: insostituibile.
GATTUSO 10 - Con Cannavaro, il condottiero di questa Nazionale. L'uomo che sa dare cariche impensabili. Lo abbiamo visto dappertutto: centrocampista, stopper, marcatore. Uno di quelli di cui non puoi fare a meno, sempre in soccorso laddove c'era bisogno. Contro la Francia semplicemente strepitoso. A suo modo il simbolo di questo Mondiale.
PERROTTA 8 - Il "bip-bip" della Nazionale. Praticamente un centometrista: poco prima in difesa, subito dopo in attacco. A volte ha dato la sensazione su quel corridoio di essere devastante, capace lungo la sua scia di trascinarsi dietro due avversari. Unico neo una finale a passo ridotto.
TOTTI 7 - Lo abbiamo atteso, coccolato, curato. Lui piano piano è entrato in forma raggiungendo i suoi livelli contro la Germania. Non è stato il Totti che era lecito attendersi, ma senza l'infortunio. Però quel rigore all'ultimo secondo contro l'Australia vale la Coppa: freddezza, classe, precisione. Il bolide che come un trampolino di lancio ci ha portati sulla Luna. E' arrivato a pezzi alla finale, si è visto, ma non si poteva pretendere di più.
TONI 8 - Solo una doppietta - ci aveva abituati bene - ma un'applicazione costante. Nel suo furore di cercare il gol, ha perso sicurezza, ma l'uno-due all'Ucraina lo ha riportato in paradiso. Ha lottato e sudato sette camice, portandosi dietro i suoi marcatori. Braccato e raddoppiato a Berlino, ha sempre rappresentato la mina vagante della difesa di Domenech.
GILARDINO 7,5 - Un gol nel rocambolesco pareggio contro gli Stati Uniti, poi un calo di tensione fino alla decisione di Lippi di optare per Toni davanti a Totti. Ma il "Gila" si è fatto trovare pronto al momento giusto anche in partita in corso, recuperando palle, aprendo varchi per i compagni. Una spina nel fianco. La prova contro la Germania basta e avanza: un palo, tanto sacrificio e quello splendido assist a Del Piero.
DEL PIERO 7 - Achille arrabbiato, tumultuoso. Che voleva spaccare il mondo, ma c'è riuscito a metà. Nella prova del tridente è andata così così e alla fine si è mostrato più utile allorché Lippi lo ha inserito quando c'era da tirare fuori orgoglio e carattere. La corsa verso Lehmann e lo scambio a occhi chiusi con Gilardino sono da antologia; il gol ancora di più. Contro la Francia ha stretto i denti e ha fatto gruppo, segnando anche uno dei rigori mondiali.
IAQUINTA 7 - Il gol contro il Ghana e qualche spezzone per l'attaccante dell'Udinese. Ma sufficienti per rendergli giustizia. Contro la Germania ha velocità la manovra e ha creato scompiglio nella difesa tedesca.
INZAGHI 6,5 - L'urlo lo ha lasciato ad Amburgo dopo il 2-0 alla Repubblica Ceca. Rabbioso e infelice ha scaricato la sua adrenalina durante gli allenamenti minacciando con i suoi tiri Bufon, Peruzzi e Amelia. Ma quando è entrato ha sempre dato la sensazione di spaccare il mondo.
BARZAGLI 7 - E' entrato al posto di Materazzi contro l'Australia. Con l'aiuto di Cannavaro si è inserito immediatamente in difesa facendosi trovare pronto anche contro l'Ucraina.
BARONE 6 - Poche apparizioni, ma utile in copertura quando la squadra ha accusato un po' di stanchezza.
DE ROSSI 6,5 e 4 - Spiegata subito la doppia votazione. Il 6,5 è per quello che ha espresso contro il Ghana: il De Rossi lottatore che morde la palla, copre e riparte, un po' sottotono in finale. Il 4 è storia nota: la gomitata è imperdonabile.
ZACCARDO 6 - Bene con il Ghana. Voto non condizionato dall'autorete contro gli Stati Uniti, può capitare a tutti.
ODDO 6 - Pochi minuti contro l'Ucraina, ma utili per far rifiatare la squadra.
PERUZZI e AMELIA 8 - Solo panchina, ma essenziali negli allenamenti; i veri giudici delle punte azzurre. Anche utili per fare gruppo: in un Mondiale è fondamentale.
Di Diego Antonelli e Gaetano De Stefano, Gazzetta dello Sport, 10/07/06
Ecco a voi il Pallone d'Oro dei mondiali FIFA nell'apice della sua straordinaria carriera: Vergogna ricada su di te e sui francesi! Vendetta è compiuta!
July 08 Italia - Francia: Countdown to the matchAm Sonntag 09.07.06 aus Olympiastadion, Berlin. Italien nicht vergessend: WC'98 und Euro'00 fragen Rache! Domenica 09.07.06 all'Olympiastadion, Berlino. L'Italia non dimentica: WC'98 e Euro'00 chiedono vendetta! Dimanche 09.07.06 aux Olympiastadion, Berlin. L'Italie n'oublie pas: WC'98 et Euro'00 demandent vengeance! 09/07/06 H20:00 Italia - Francia
OGGI IL MONDO DAVANTI AGLI SCHERMI DUE NAZIONI UNO STADIO 22 GIOCATORI 2 ALLENATORI 1 ARBITRO, 4 ASSISTENTI UN PALLONE UNA SPERANZA VAI ITALIA VINCI PER NOI July 05 Germania-Italia 0-2Martedì 4 luglio 2006: una data da ricordare per il calcio italiano! La Nazionale azzurra ha conquistato il diritto di disputare la sua sesta finale di Coppa del Mondo. Domenica a Berlino, calcio d'inizio alle ore 20.00, i ragazzi del c.t. Marcello Lippi incontreranno la vincente di Francia-Portogallo, in programma a Monaco domani sera. Al FIFA WM-Stadion di Dortmund, stracolmo e caldissimo, Italia e Germania hanno dato vita ad una semifinale caratterizzata dal grande equilibrio, risoltasi solo a meno di due minuti dal termine del secondo tempo supplementare. Ha deciso un gol di Fabio Grosso, grande rivelazione di quest'Italia 2006: un tiro di sinistro a giro che ha trafitto un ottimo Jens Lehmann. Nel recupero Del Piero ha raddoppiato con un piatto a destro a giro sotto l'incrocio, coronando il più classico dei contropiede. La gara era cominciata con 45' di predominio italiano, ma con una grande occasione per parte (Perrotta e Schneider). Meglio l'Italia nel possesso palla, ma la Germania dava l'impressione di essere più pericolosa nei pressi dell'area di rigore avversaria, potendo contare su Klose e Podolski, bravi a duettare. Nel secondo tempo il ritmo cala e la Germania si fa preferire: entrambi gli allenatori attendono molto prima di procedere con le sostituzioni. Con qualche brivido per Buffon ed un Lehmann pressoché inoperoso si va ai supplementari. Quasi un deja vu, ripensando al 1970. Lippi mette Iaquinta sulla destra, mossa azzeccata. L'Italia spinge e colpisce due legni nel giro di due minuti. Anche i tedeschi non sono da meno e va in scena un match di pugilato, in cui entrambe le squadre possono mettere a segno il colpo del k.o. Va a segno l'Italia e finisce con il premier Romano Prodi a salutare i giocatori negli spogliatoi. La Germania, invece, giocherà sabato a Stoccarda la finale per il terzo e quarto posto. [tratto da fifaworldcup.yahoo.com/06/it] July 03 Dan Brown - Crypto (aka The Digital Fortress)Washington. La trentottenne Susan Fletcher, brillantissima mente matematica e responsabile della divisione di crittologia dell'NSA (National Security Agency), viene convocata d'urgenza nell'ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha realizzato un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato a una velocità strabiliante. Pochissimi conoscono l'esistenza di questa macchina, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza nell'era di Internet e in grado di controllare la posta elettronica di chiunque. La stessa NSA, nata per proteggere le comunicazione del governo americano e intercettare quelle delle potenze straniere, opera in semiclandestinità, al di fuori del controllo pubblico. Susan non si stupisce quando viene a sapere che "Fortezza Digitale", così è stato battezzato il programma, è frutto delle ricerche di un genio dell'informatica: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per gli effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato negli Stati Uniti a lavorare per l'NSA ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello. I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione di boicottare l'operato dell'NSA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di scaricarlo, rischia di creare l'anarchia e di assicurare libertà d'azione a spie e criminali.
Ha stregato il pubblico di tutto il mondo con l’ormai famosissimo e controverso Codice da Vinci e con i romanzi Angeli e demoni e La verità del ghiaccio, ora Dan Brown torna nelle librerie italiane con il suo primo libro, già pubblicato in America con il titolo originale Digital Fortress, un tecno-thriller appassionante che affronta un tema di questi tempi particolarmente attuale e problematico: il conflitto tra libertà personali e salvaguardia della sicurezza internazionale. La vicenda ruota attorno alla NSA, la National Security Agency americana, un’organizzazione governativa che protegge le comunicazioni riservate degli Stati Uniti grazie a un sofisticato ritrovato della tecnica informatica, denominato TRANSLTR, di cui tutti ignorano l’esistenza, un supercomputer preposto alla decrittazione in tempo reale di ogni tipo di codice, anche quelli più complessi. Come una sorta di Grande Fratello, l’NSA è in grado di intercettare qualsiasi comunicazione via Internet, dalle email dei semplici cittadini alle comunicazioni strategicamente rilevanti. Il controllo sulle comunicazioni esercitato dall’agenzia è senza limiti e la rende una temibile minaccia alla privacy e alla libertà. Per scongiurare questo pericolo, uno scienziato giapponese, Ensei Tankado, inventa un programma in grado di creare codici impenetrabili anche per TRANSLTR. Ben presto questo codice misterioso, che gira indisturbato in rete, avrà un nome: Digital Fortress, la fortezza digitale. La chiave della sua inespugnabilità è letteralmente tra le dita del suo creatore, essendo stata incisa sul retro di un anello che lui stesso porta al mignolo. Ma Tankado muore in un attacco cardiaco più che sospetto nella lontana Siviglia e l’anello sparisce. Entrano a questo punto in azione il giovane e brillante Dave Becker, esperto di lingue che collabora con l’NSA per la decrittazione dei codici, e l’affascinante Susan Fletcher, sua fidanzata e matematica dell’agenzia a capo della divisione Crypto. Mentre Dave viene inviato in Spagna per recuperare il prezioso anello, che dopo la morte di Tankado passa inarrestabilmente di mano in mano, Susan rimane alla base nel tentativo di scoprire l’identità di North Dakota, l’inafferrabile socio di Tankado che custodisce una seconda chiave d’accesso a Digital Fortress. Impossessarsene è l’unico mezzo per appropriarsi del programma, ma è più rischioso del previsto perché North Dakota ha deciso di fare il doppio gioco e di vendere la chiave a caro prezzo allo spregiudicato magnate dell’informatica giapponese. Insomma, tra coloro che cercano l’accesso alla Fortezza Digitale per gli scopi più oscuri, c’è più di un insospettabile… Toccherà a David e a Susan scoprire chi si cela dietro al complotto, in una corsa contro il tempo, che coinvolge ignari turisti canadesi, affascinanti bellezze spagnole, giovani punk, killer spietati, geni dell’informatica, traditori e affaristi senza scrupoli. Con grande abilità narrativa, Dan Brown crea un intreccio complesso, in cui personaggi positivi e negativi si confondono in maniera inestricabile, una trama mozzafiato che attanaglia i lettori, li coinvolge nella ricerca della verità e svela solo nelle ultime pagine la soluzione del mistero.
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